Glossario

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  • Manoscritto

    Dal latino manu scriptus, cioè "scritto a mano" è un qualsiasi documento scritto usando le mani, in opposizione a quelli stampati o riprodotti in un qualsiasi altro modo. Prima dell'invenzione della stampa a caratteri mobili in Europa, tutti i documenti erano interamente scritti a mano dai copisti.

  • Capitale romana

    Scrittura epigrafica usata nelle iscrizioni monumentali romane tra il III e il I sec. a.C. Riscoperto dagli umanisti del Rinascimento che lo affiancarono alla lettera carolingia (minuscolo). Oggi è il carattere maiuscolo.

  • Carolingia Minuscola o Carolina

    Scrittura libraria nata in Francia per volere di Carlo Magno tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo come scrittura ufficiale dell'Impero, ha la caratteristica di essere diritta e orizzontale. Venne poi ripresa dai primi umanisti del Rinascimento come base della scrittura umanistica (o lettera antiqua), a sua volta usata come modello per i primi caratteri da stampa (carattere tondo), ancora oggi praticamente invariati e usati in tutto l’Occidente.

  • Carattere gotico

    Detta anche "lettera moderna" è una evoluzione della lettera carolingia, sviluppatesi nell’Europa settentrionale a partire dall’XI secolo, e poi largamente diffusa in tutto il continente, Gutemberg usò caretteri gotici per la sua prima Bibbia. Di forma stretta, alta e spigolosa, molto elegante, ma scura e di non facile lettura. Verrà poi sostituita nel Rinascimento dagli umanisti con la "lettera antiqua".

  • Carattere romano

    Detta anche "lettera antiqua", "minuscola umanistica" o "carattere tondo" è la scrittura libraria umanistica, derivata dalla scrittura Carolingia e sviluppata agli inizi del XV secolo in circoli umanistici della zona di Firenze, fino a raggiungere grande diffusione nel Rinascimento, è oggi il carattere minuscolo.

  • Ductus

    Prassi esecutiva nella scrittura manuale di un carattere. Dal latino “ducere”, “condurre”.

  • Cancelleresca italica

    Scrittura libraria usata nelle cancellerie romane alla fine del Quattrocento.
    È oggi il carattere da stampa corsivo, chiamato nel mondo Italic.

  • Carattere tipografico corsivo

    Stile tipografico di forma stretta e leggermente inclinato a destra, detto anche italico o italic perché fu disegnato e realizzato dal bolognese Francesco Griffo, derivandolo dalla scrittura “cancelleresca italica” che a sua volta emulava la scrittura carolina.
    La forma compatta del carattere corsivo permise la nascita dei primi libri tascabili, più economici e facili da trasportare.
    Compare per la prima volta a Venezia nell’edizione di Aldo Manuzio della “Epistole di Santa Caterina da Siena” del 1500.

  • Legatura

    Nella calligrafia ed in tipografia, una legatura è composta dall'unione di due o più lettere, quasi sempre unite in una forma o glifo. Le legature di solito rimpiazzano due caratteri che condividono dello spazio.

  • Stampa a caratteri mobili

    L’invenzione della stampa a caratteri mobili in Europa, attribuita al tedesco Johann Gutenberg nel 1455, per produrre testi stampati, ha apportato la possibilità di stampare un gran numero di copie in breve tempo rispetto ai libri manoscritti. Consisteva nell'allineare i singoli caratteri di metallo, che potevano poi essere riutilizzati, in modo da formare una pagina, che veniva cosparsa di inchiostro e pressata su un foglio di carta o di pergamena.

  • Incunabolo

    Con il termine incunabolo, a volte detto anche quattrocentina, si definisce un documento stampato a caratteri mobili e realizzato tra la metà del 1400 e il 1500. Il termine derivato dal latino “incunabulum” significa “in culla” ovvero libri appena nati. L’incunabolo più antico è la Bibbia in latino stampata da Gutenberg nel 1453 o 1455.

  • Torchio tipografico

    Il torchio tipografico è una macchina da stampa introdotta alla metà del XV secolo da Johannes Gutenberg, insieme ai caratteri mobili. Con esso furono stampati libri e giornali fino all'avvento della macchina a pressione rotativa.

  • Stampatore

    Addetto alle macchine per la stampa e alle operazioni di stampaggio.
    A differenza dell’editore che investiva lui stesso direttamente sulle pubblicazioni
    editoriali, lo stampatore lavorava per commissione.

  • Incisore

    Artigiano che si occupava di incidere i punzoni dei caratteri con cui venivano impresse le matrici per la fusione dei caratteri. Dopo che era stato realizzato il disegno di ogni singolo carattere il punzonista lo incideva a rovescio su un punzone di acciaio lungo circa 45 mm. Con esso si producevano le matrici battendo il punzone su dei blocchetti di rame, i quali venivano poi giustificati in modo che la profondità di ogni carattere sulla matrice fosse uguale. La maggior parte dei punzonisti proveniva all’ambito dell’oreficeria.

  • Punzone tipografico

    Il punzone in tipografia è un parallelepipedo in acciaio, sulla cui testa è inciso in rilievo e a rovescio un segno tipografico, usato per imprimere le matrici di rame che fungono da stampo per la realizzazione dei caratteri mobili, mediante colatura della lega tipografica in una forma.

  • Matrice tipografica

    È un blocchetto di rame che, unito alla forma, funge da stampo per la realizzazione dei caratteri mobili, mediante colatura della lega tipografica.

  • Xilografia

    Per xilografia si intende l'incisione di immagini e a volte di brevi testi su tavolette di legno, le matrici, successivamente inchiostrate e utilizzate per la realizzazione di più esemplari dello stesso soggetto, mediante la stampa con il torchio.

  • Font

    Da “fonte” e “fusione”, in tipografia e in informatica è un insieme di caratteri tipografici caratterizzati e accomunati da un certo stile grafico o intesi per svolgere una data funzione.